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COMUNICAZIONE
MAISON ANTIGONE INAUGURA DUE NUOVI SPORTELLI
S.O.S.  Ambiente & Animali e  S.O.S. Genitori
L'Associazione Maison Antigone inaugura oggi due nuovi sportelli e centri di aiuto accessibili via web, tramite il nostro portale www.maisonantigone.it, oppure prendendo appuntamento presso la nostra sede.
Rispondiamo alle richieste di molte amiche e amici che ce lo hanno chiesto con l'apertura degli sportelli S.O.S. AMBIENTE & ANIMALI e S.O.S. GENITORI.
  • Attraverso lo sportello S.O.S. AMBIENTE & ANIMALI potrete segnalarci maltrattamenti, violenze su animali, violazioni ambientali e richieste informazioni, che potremo perseguire giudizialmente e/o portare all'attenzione di soggetti competenti.
Maison Antigone ha peraltro di recente aderito al Comitato animalista Roma:  una realtà fatta di associazioni e comitati unitesi nella volontà di proteggere l'ambiente ed animali. Siamo persuase, infatti, che chi violenta l'ambiente e maltratta gli animali sia socialmente pericoloso, oltre che dannoso.
  • Lo sportello S.O.S. Genitori è uno spazio operativo di orientamento, che supporta i genitori che si trovano in difficoltà con i propri figli o che vogliono un aiuto per affrontare il delicato mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.
Un centro al quale rivolgersi per la prevenzione e la lotta al bullismo ed alla violenza, per problematiche legate alla scuola, per un sostegno alla genitorialità e per acquisire strategie educative efficaci, ma anche per orientarsi nel tortuoso mondo della disabilità, della riabilitazione, dell’inclusione scolastica e della socializzazione di bambini e ragazzi con bisogni speciali.
Maison Antigone è una casa animata  da tante anime e, quindi, ci ha fatto davvero piacere dare il nostro sostegno facendo esprimere anche quelle amiche che, fra noi, sentono più vicine le tematiche affrontate nei nostri nuovi Sportelli.
Fare rete è una delle caratteristiche fondamentali di Maison Antigone e la rete siete voi!
12/05/2018  Autrici: Marzia Lazzerini e Raffaella Bocci

MAISON ANTIGONE. I BANDI DI CONCORSO DELLE FORZE ARMATE DISCRIMINANO LE DONNE
Chiediamo l'annullamento, sono anticostituzionali
L'Associazione Maison Antigone avvia un importante petizione in collaborazione con change.org per denunciare la persistente incostituzionalità dei bandi di concorso delle Forze Armate in quanto altamente discriminatori nei confronti delle donne.
Pertanto l'associazione chiede che vengano annullati tutti i bandi di concorso per essere nuovamente indetti seguendo le norme costituzionali vigenti nel nostro Paese e le norme europee.
Sappiamo infatti che, per le donne che desiderano percorrere la strada della carriera militare, c’è una grande discriminazione: lo stato di gravidanza, considerato di fatto quale motivo di esclusione dal concorso!
Ad oltre 20 anni dall’apertura alle donne nelle Forze Armate, dopo una resistenza di molti decenni, il Ministero della Difesa continua dunque a discriminare le donne attraverso bandi che favoriscono una cultura misogina.
In tutti i bandi di concorso militari si legge, infatti, che per le concorrenti donne lo stato di gravidanza costituisca un “impedimento temporaneo” all’ammissione al concorso, che tuttavia finisce per diventare definitivo e motivo di esclusione se “non risolto” in breve tempo e cioè entro le brevi procedure concorsuali.
Tale clausola, lungi dal proteggere la salute della donna, in realtà lede i suoi diritti essenziali e costituzionali: la Costituzione Italiana infatti negli articoli 3 e 51 stabilisce che sia garantita l’uguaglianza dei sessi nelle procedure di accesso agli uffici pubblici.
Coerentemente con questo dettato costituzionale, negli anni sono state moltissime le sentenze dei TAR in cui i Tribunali amministrativi italiani hanno dichiarato l'incostituzionalità delle clausole concorsuali sopra richiamate, stabilendo che la gravidanza non può essere considerata causa di “inidoneità psico-fisica della donna”, sebbene temporanea, tale che di fatto le precluda l’eventuale reclutamento.
Eppure si continua ad inserire questa clausola nei bandi come niente fosse!
Molti i Bandi di concorso, pubblicati anche quest'anno sulla Gazzetta Ufficiale, volti a discriminare le donne per eventuali gravidanze tra cui, fra i tanti, quello del 10 gennaio 2018 per l’accesso di Allievi Ufficiali alla prima classe dei Corsi normali delle Accademie Militari dell’Esercito, dell’Aeronautica, della Marina e dei Carabinieri per l’Anno Accademico 2018-2019 (v. clausola inserita nell’art. 10 comma 4) e quello del 4 aprile 2018, per l’ammissione al 1° corso superiore di qualificazione, della durata non inferiore a sei mesi (2018–2019), di 100 allievi marescialli dell’Arma dei Carabinieri riservato agli appartenenti ai ruoli iniziali.
Il Ministero della Difesa deve porre immediatamente fine a questa discriminazione sessista e incostituzionale che lede i diritti a tutela della maternità e delle pari opportunità.
21/04/2018  Autrici: Marzia Lazzerini e Raffaella Bocci

DELITTO DI CISTERNA: L’ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE PRESENTA UN ESPOSTO-DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
L’associazione Maison Antigone ha presentato questa mattina un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Roma affinché si indaghi sull’operato e sulle eventuali responsabilità del comando di Polizia e Carabinieri a cui la vittima si era rivolta.    
I fatti, risalenti al 28 febbraio scorso, vedono ancora una volta una donna e madre, Antonietta Gargiulo, dover fare i conti con un marito violento e una sistema di tutela delle donne che non ha funzionato.
Nonostante gli esposti, nonostante gli interventi dell’avvocato di Antonietta, nonostante tutto, quell’uomo ha potuto continuare ad avere a disposizione l’arma di ordinanza con la  quale, nel triste epilogo, ha ucciso le due figlie e ridotto la moglie  in fin di vita prima di suicidarsi.   
L’associazione, che si occupa attivamente contro la violenza di genere, ritiene che debba essere fatta luce su eventuali responsabilità che abbiano portato al compimento di un delitto così efferato.    
Dopo aver lanciato 3 petizioni di cui una presentata alla Presidente della Camera Laura Boldrini lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, oggi Maison Antigone scende in campo per chiedere chiarezza sui fatti di Cisterna di Latina.   
Quello che Maison Antigone si chiede è se tutto questo poteva essere evitato, se qualcuno poteva tenere a bada un uomo violento e rancoroso come Luigi Capasso. Se qualcuno abbia visto e sottovalutato atteggiamenti e comportamenti di un uomo che, invece di  onorare la propria divisa in difesa dei più deboli, l’ha macchiata del sangue del suo sangue.
18 vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno, più di una donna a settimana barbaramente uccisa, a volte insieme ai suoi figli.     
Questo dato è sufficiente per interrogarci e scuotere le coscienze su cosa non stia funzionando nel nostro Paese, sulle responsabilità che ognuno di noi: Stato, Istituzioni, Associazioni e singoli cittadini debbano prendersi per combattere davvero il femminicidio.
21/03/2018  Autrice: Raffaella Bocci

L’ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE FIRMA UN'IMPORTANTE PETIZIONE CONTRO LA PEDOFILIA
Si chiede l'istituzione di un pubblico registro dei pedofili e l'adozione in Italia e in Europa della statunitense "Legge Megan"
I dati del Telefono Azzurro sono agghiaccianti: ogni anno in Europa 18 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale. Nel 2016 sono stati gestiti 301 casi e l’Interpol ha identificato 5 bambini vittime di abusi sessuali on line al giorno. Una vittima su due è una bambina al di sotto degli 11 anni.
E questi sono i casi denunciati che rappresentano solo la minima parte di un fenomeno difficile da stimare se si tiene conto di tutti i minori immigrati che giungono nel nostro Paese privi di identità e di tutti i bambini che svaniscono nel nulla senza lasciare traccia.
Ogni anno in Italia scompaiono circa 100 bambini di cui si perde ogni traccia, in Europa ben 270 mila.
Proteggere i bambini è un dovere che deve coinvolgere tutti i cittadini.
La Convenzione di Lanzarote del 2007 e la successiva rettifica del 2012, prevedono "la registrazione e la conservazione dei dati relativi all'identità, nel rispetto della privacy e ad uso interno, nonché al profilo genetico (DNA) delle persone condannate per reati sessuali, affidati ad un'unica autorità nazionale che deve interfacciarsi con le altre autorità degli Stati membri". Tuttavia tale normativa è rimasta inapplicata dalla maggior parte degli Stati membri.
Le misure fino ad oggi adottate in Italia e nel resto d’Europa inoltre, non tengono sufficientemente conto dalla facilità di adescamento da parte dei pedofili anche per mezzo della rete internet. Attraverso il web si può entrare in contatto con i minori, conoscere le loro abitudini e controllare i loro spostamenti. I casi di abusi sessuali sui minori sono in costante aumento anche grazie all’incontrollabile villaggio globale.
Tutto questo nella maggior parte dei casi sfugge al controllo degli adulti di riferimento, i collegamenti internet sono sempre più facili attraverso gli smartphone attraverso i quali i minori possono relazionarsi inconsapevolmente con potenziali pedofili.
La prevenzione e la tutela dei minori deve giocare un ruolo di primo piano per contrastare questo fenomeno, tra cui anche la pedopornografia e il turismo sessuale i cui dati sono sempre più allarmanti. In questo contesto è indispensabile rendere i cittadini attori protagonisti della lotta alla pedofilia.
Negli Stati Uniti nel 2007 è stata introdotta la Legge Megan, che prende il nome da Megan Kanka, bambina di sette anni che fu rapita, violentata e uccisa nel 1994 da un vicino di casa pluripregiudicato per reati sessuali su minori.
Già perché chi si macchia del reato di pedofilia è sempre recidivo e di solito è  stato egli stesso un bambino abusato.
A breve sempre in USA i pedofili saranno identificati anche mediante segnalazione sul passaporto al fine di combattere il turismo a sfondo sessuale con minori e lo sfruttamento infantile. Il Dipartimento di Stato americano infatti applicherà una sorta di 'bollino' sui documenti di chi ha commesso questo tipo di reati ed il retro del passaporto recherà la dicitura "Il proprietario è stato condannato per un reato di tipo sessuale nei confronti di minori ed è schedato secondo la legge americana".
  • Venga introdotta la “Legge Megan” prevedendo che chiunque venga condannato per qualsiasi genere di reato a sfondo sessuale, in cui vittima sia un bambino o un minore, perda essenzialmente ogni diritto alla privacy per un periodo variabile, da un minimo di 10 anni dalla data del rilascio fino a tutta la vita, con l'obbligo di registrare presso le Forze dell'ordine il proprio domicilio e i propri spostamenti, il divieto assoluto di frequentare, o risiedere nelle vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori o dal genere di persona normalmente bersaglio dei propri crimini,  l'affissione di tali dati in un registro pubblicamente consultabile, assicurando il diritto a qualunque cittadino  di accedere a tali dati tramite appositi siti Internet e che venga previsto che, anche in Italia ed in Europa, coloro che si siano macchiati di gravi reati sessuali su minori vengano resi identificabili su passaporto, con specifico riferimento alla condanna.
  • Coloro che si siano macchiati di gravi reati sessuali su minori vengano resi identificabili sul loro  passaporto, con specifico ed esplicito riferimento alla condanna.
Solo l'introduzione delle misure da noi richieste e sopra indicate, infatti, potranno efficacemente contrastare in via preventiva la pedofilia: l'adozione di politiche e legislazioni diverse da quelle sopra suggerite potranno solo testimoniare la piena complicità ed il favoreggiamento compiuto dalle istituzioni europee ed italiane  verso tali terribili reati!
Essere adescati da un pedofilo è più facile di ciò che si pensa, può capitare a ognuno dei bambini che si incontriamo per strada ogni giorno . Nessuna cura potrà far guarire un bambino abusato.
Per questo motivo Maison Antigone ritiene che sia determinante la prevenzione a 360° ad opera di tutti i cittadini, piuttosto che un eventuale inutile recupero di ferite che non potranno mai essere rimarginate.  
15/12/2017  Autrice: Raffaella Bocci
PANDORA È RIUSCITA A GETTARE IN UN SOLO COLPO 50 ANNI DI FEMMINISMO ITALIANO
Cosa vogliono le donne per Natale? Soprattutto rispetto
Non potevamo crederci ma purtroppo è tutto vero.La scritta apparsa ieri nei cartelloni  pubblicitari del grande marchio Pandora ci ha lasciate sgomente. Sono riusciti a mettere insieme i più beceri stereotipi sul genere femminile e questo accade a nemmeno una settimana dal 25 novembre, in cui si è  ricordata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Una pubblicità così non si vedeva nemmeno negli anni '60, quando le donne erano ritratte con grembiule e ai fornelli mentre il marito, stanco, tornava da lavoro e si sedeva a tavola. Non possiamo tornare indietro e  bruciare in questo modo un pezzo di storia del femminismo italiano.
04/12/2017  Autrice: Marzia Lazzerini
ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE CONSEGNA 46.000 FIRME ALLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI
Il Sindaco di Pimonte deve dimettersi: uno stupro non è una bambinata
In occasione della giornata dedicata alla lotta alla violenza sulle donne il sindaco di Pimonte, Michele  Palummo, che definì lo stupro di gruppo ai danni di una ragazzina di 15 anni una "bambinata", suscitando non poche polemiche, ha deciso di dedicare tre giorni di eventi, convegni e mostre, al tema del sopruso degli uomini sulle donne. Nessun riferimento, però, viene fatto alla ragazza costretta a lasciare il paese perchè vittima una seconda volta quando i coetanei furono scarcerati dopo solo un anno dal fatto e se li ritrovò liberi di girare in strada tra l'omertà dei paesani e le dichiarazioni imbarazzanti del sindaco (http://video.repubblica.it/cronaca/lo-stupro-una-bambinata).
L'associazione Maison Antigone in occasione dell'evento #Inquantodonna alla Camera dei Deputati, ha consegnato alla Presidente della Camera Laura Boldrini 46.000 mila firme raccolte per chiedere le dimissioni del Sindaco di Pimonte e si è impegnata a sostenere questa battaglia e a pubblicare un comunicato stampa in favore di questa petizione. Lo stupro non è una bambinata. "Ci ha lasciato sgomente un anno fa conoscere la storia della ragazzina di 15 anni di Pimonte stuprata ripetutamente da 12 suoi coetanei, minacciata, dileggiata e ricattata dai video registrati durante gli stupri.
E ci ha lasciato nuovamente sgomente l'aver appreso che un anno dopo il verificarsi di questi crimini orrendi, il sindaco durante un'intervista sostenesse che lo stupro commesso fosse stata solo una bambinata e che la vicenda fosse da archiviare come  storia passata.
- Dichiara Michela Nacca Presidente dell'Associazione – Vogliamo dare voce alle 46.000 firme raccolte e consegnate alla Presidente Boldrini per chiedere ancora una volta le dimissioni del Sindaco di Pimonte, 46.000 persone sono con noi in questa battaglia e credono che una dichiarazione simile non possa essere sostenibile.
 27/11/2017   Autore: Ufficio Stampa
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