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ALTRO IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER MAISON ANTIGONE
Maison Antigone menzionata nel Memorandum indirizzato all'OMS
Siamo lieti di comunicare che la nostra Associazione è stata inserita tra i firmatari del Memorandum inviato all'OMS, contro l'inserimento della "alienazione parentale" nell' ICD-11, aggiungendo così il nostro nome agli iniziali 173 esperti internazionali sottoscrittori.
Le professioniste ed i professionisti di Maison Antigone, dapprima singolarmente e poi organizzate/i in attività associativa, da anni si battono contro questo costrutto ascientifico inventato negli anni
25/05/2019  Autrici: Raffaella Bocci e Marzia Lazzerini
ALTRO IMPORTANTE RICONOSCIMENTO PER MAISON ANTIGONE

'80 da Richard Gardner, apologeta della pedofilia, successivamente rielaborato più volte da William Bernet e dai suoi sostenitori del PASG: dapprima chiamato PAS (Sindrome di Alienazione Parentale), poi PAD (Disturbo di Alienazione Parentale), oggi Alienazione Parentale o con terminologie analoghe fuorvianti, finalizzate solo ed esclusivamente a far dimenticare le proprie origini, come un serpente che cambia pelle ma non la sostanza.
Nonostante i cambi di definizione rimane ancor oggi, in realtà, solo e comunque una "junk science" e una mera strategia processuale finalizzata a sottrarre figli minori a madri amorevoli e protettive, senza alcuna prova di maltrattamento ma basandosi sulla mera presunzione che deriva dall'aver psicologizzato le decisioni giudiziali, suggerendo abnormi e manipolate interpretazioni di comportamenti materni e filiali  in realtà coerenti: una strategia  spesso usata proprio da padri violenti, abusanti, vendicativi che vogliono mantenere il controllo sulle loro vittime.
AD OGGI NELL'ELENCO RISULTA NESSUN'ALTRA ASSOCIAZIONE O  PROFESSIONISTA ITALIANO, AL DI FUORI DELLA PROFESSORESSA ROMITO E DELLA DOTTORANDA MARIACHIARA FERESIN...
Ma NON CI BASTA!
SPERIAMO E VOGLIAMO CHE PRESTO ALTRI ESPERTI, DOCENTI, PROFESSIONISTI, ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI DI MADRI VITTIME DI QUELLA CHE è STATA DEFINITA INTERNAZIONALMENTE UNA PERICOLOSA  "JUNK SCIENCE" ADERISCANO AL MEMORANDUM, UNENDOSI ALLA NOSTRA LOTTA!
A tal fine abbiamo aperto un gruppo fb pubblico "NO INSERIMENTO ALIENAZIONE PARENTALE NELL' ICD 11", dove esprimere la propria adesione al Memorandum pubblicamente.
Si può aderire anche  privatamente, scrivendo a maisonantigone@gmail.com.
Chiediamo di continuare a firmare anche la nostra Petizione "LA ALIENAZIONE PARENTALE NON DEVE ENTRARE NELL'ICD" affinché vengano portati all'attenzione dell'OMS i danni processuali, sociali, relazionali, nonché psicologici indotti su minori perfettamente sani, provocati dall'uso della alienazione parentale nei tribunali.
Potete visionare il Memorandum aggiornato al 13 maggio u.s. al seguente link

Ufficio Stampa Maison Antigone:
Raffaella Bocci 347 8236873
Marzia Lazzerini 328 0738825

L'ALIENAZIONE PARENTALE NON DEVE ENTRARE NELL'ICD
Dopo la nostra audizione in Commissione Giustizia del Senato sulla Riforma del diritto di famiglia contenuto nei ddl 45, 118, 735, 769 e 867, la nostra battaglia contro quella che è stata definita in USA la “junk science” continua e si fa più ambiziosa!
In data odierna abbiamo avviato sulla piattaforma Change.org la petizione "L’alienazione parentale non deve entrare nell’ ICD" indirizzata all’OMS, affinché l'alienazione parentale (e PAS) non entri nell’ ICD: né l’11 né qualsiasi altro seguente aggiornamento verrà pubblicato in futuro.
01/05/2019  Autrice: Avv. Michela Nacca, Presidente Maison Antigone
L'ALIENAZIONE PARENTALE NON DEVE ENTRARE NELL'ICD

Maison Antigone, Associazione no profit che si batte contro la violenza su donne, madri e minori, chiede a tutti i cittadini e le cittadine italiane di aderire alla lotta contro il costrutto ideologico della "Alienazione Parentale" (ex PAS) sottoscrivendo la propria richiesta di adesione all'istanza presentata da Docenti Universitari ed esperti internazionali (clicca qui per approfondire).
Il documento datato 22 aprile 2019 è stato inviato all'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) sottoscritto da ben 173 Docenti e Ricercatori Universitari australiani, francesi, canadesi, israeliani, spagnoli, svizzeri, inglesi, neozelandesi e italiani, nonché da esperti e Associazioni ed organismi che si occupano di violenza su donne e minori.
Il documento illustra in 20 pagine ricche di seri studi accademici e di fonti, i motivi per i quali la "alienazione parentale" (o qualsiasi altro costrutto diversamente nominato e ad esso ricollegabile) non debba essere inserito nell'ICD-11, in quanto "junk science" è mera strategia processuale nata e spesso utilizzata allo scopo di negare, giustificare, normalizzare la violenza domestica patriarcale agita su donne e minori.
Attraverso le accuse di "alienazione parentale" nei tribunali vengono infatti già oggi negate e ignorate le violenze rivelate e denunciate dai bambini, le cui madri sono accusate di essere manipolatrici, suggeritrici "malevole" ed a cui, tramite delle CTU che diagnosticano l'alienazione, vengono sottratti i loro figli minori: bambini che dapprima vengono collocati in case famiglia o in centri specializzati, dove viene avviato il loro reset mentale ed affettivo (deprogrammazione e riprogrammazione mentale) affinché si distacchino emotivamente dalle madri e dimentichino la violenza subita e/o assistita dagli abusanti, per poi venire affidati all'altro genitore, indicato inizialmente dal bambino medesimo come maltrattante.
Talvolta ciò accade sebbene il genitore rifiutato sia stato contemporaneamente rinviato a Giudizio per maltrattamenti domestici o addirittura condannato in via definitiva: ciò in quanto la "junk science" riterrebbe che la presenza di una padre violento e perfino pedofilo sia più importante e benefica, per la crescita di un figlio, rispetto al distacco dalla fonte della violenza.
Ad una supposta alienazione si risponde dunque nei tribunali e grazie alla "junk science" con altrettanta alienazione, ma questa volta dalla madre: se per alcuni CTU e tribunali dunque appare non sensato l’allontanamento delle vittime di abusi dal genitore violento fisicamente, viceversa sembra agli stessi doveroso l’allontanamento dal genitore protettivo.
Già il DSM V, il manuale diagnostico delle malattie psichiche, escluse l’inclusione dell'alienazione parentale. Tuttavia sostenitori della PAS di tutto i mondo da anni stanno effettuando un forte pressing sul portale dell’ICD affinché la versione futura, la n. 11, includa la “junk science” tra le patologie.
Con l’introduzione della cd "alienazione parentale" nell’ICD anche bambini di genitori non separati potrebbero essere considerati "alienati" e dunque sottoposti a trattamenti di deprogrammazione e riprogrammazione mentale.
La validità scientifica della "junk science" è stata negata e confutata da anni , pur tuttavia ha continuato ad essere utilizzata nei tribunali e sempre più insegnata, anche in Master universitari e perfino in istituti di scuola secondaria per assistenti socio sanitari. Vari i ddl che sono attualmente in discussione dinanzi la 2 Commissione Giustizia del Senato e che vorrebbero far rientrare la alienazione parentale (anche denominata in altro modo, pas o semplicemente disturbo relazionale) addirittura nel codice civile e penale italiano.
Vi chiediamo di aderire numerosi, firmando la petizione!

RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA, CONGRESSO DI VERONA, DDL PILLON E COLLEGATI
I ragazzi del Liceo James Joyce di Genzano vogliono saperne di più
Un bellissimo segnale da parte degli studenti del Liceo Linguistico James Joyce di Genzano è arrivato all’Associazione Maison Antigone. Il 30 marzo si svolgerà un’assemblea di istituto autogestita e sono stati proprio i ragazzi a voler mettere in programma un approfondimento su quello che sta accadendo in tema di diritto di famiglia ed approvazione dei disegni di legge al Senato, tra cui il cosiddetto ddl Pillon.
29/03/2019  Autrice: Dott.ssa Marzia Lazzerini
RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA, CONGRESSO DI VERONA, DDL PILLON E COLLEGATI

Questa iniziativa è un forte segnale che fa comprendere quanto la riforma della famiglia ed il tema dell’affidamento dei figli ma anche il Congresso di Verona, siano argomenti trasversali che non riguardano più soltanto le donne. Qualcosa si inizia a muovere e sembra proprio che tutti vogliano capire meglio cosa sta succedendo nel nostro Paese ma soprattutto i giovani i quali saranno i genitori di domani. Abbiamo ovviamente accolto con grande soddisfazione questo invito e saremo orgogliose di spiegare loro tutti i punti oscuri di questa riforma che da tempo stiamo analizzando.

QUELLO CHE NESSUNO DICE SUL DDL PILLON E COLLEGATI...
...il suo destino fallimentare e la relazione depositata dall'Associazione Maison Antigone dinnanzi alla Commissione Giustizia del Senato sulla riforma del diritto di famiglia prevista dal contratto di Governo
Non solo il disegno di legge Pillon 735, ma affidamento condiviso, mantenimento diretto, garanzia di bigenitorialità e alienazione parentale (o PAS) sono le linee guida fondamentali su cui si basano i disegni di legge che costituiscono la riforma del diritto di famiglia inserita nel Patto di Governo.
12/02/2019  Autrice: Dott.ssa Marzia Lazzerini
QUELLO CHE NESSUNO DICE SUL DDL PILLON E COLLEGATI...

Sono cinque i ddl proposti, 45, 118, 735 ,768, 837 e tutti con un grandissimo impatto sociale e familiare sugli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ognuno di questi infatti ha dei lati oscuri che si fondano sull'introduzione di misure che costringerebbero i bambini e le donne a rimanere aggrovigliati nella spirale della violenza. Non solo quelle che oggi già la sperimentano, ma finirebbero per travolgere anche le altre famiglie, quelle che con l'attuale legislazione e grazie al garantismo della giurisprudenza di Cassazione, si separano pacificamente: l'80% dei casi.
È importante per noi porre estrema attenzione al fatto che sono 5 i disegni di legge, senza farci distrarre troppo dalla speranza del solo ritiro del decreto 735, cosiddetto Pillon, che sarebbe auspicabile ma che comunque non ci garantirebbe la tutela del diritto di famiglia e dei diritti dei bambini e delle donne già in condizioni precarie per il nostro paese.
In Italia il fenomeno della violenza sta colpendo tutte le sfere sociali e sta prendendo una piega dalle sfaccettature devastanti. Nei tribunali che hanno anticipato alcuni degli strumenti che si intenderebbero normare (la alienazione e la collocazione alternata paritaria) la violenza si è fatta addirittura istituzionale: non solo rivittimizzando le vittime di violenza domestica, ma rendendo vittime anche altre madri ed altri minori, colpevoli soltanto di voler dare maggiore stabilità ai loro bambini ancora piccoli.
I disegni di legge che rischiano di essere approvati in Senato sulla riforma del diritto di famiglia e l'affido condiviso, tra cui il cosiddetto ddl Pillon, sono lo specchio attuale di questo fenomeno, dove il the best interesting of child non coincide con la bigenitorialità a tutti i costi.
I disegni legge che sono stati proposti sull'affido condiviso sono disegni fondati totalmente su principi adultocentrici restando indifferenti ai diritti di donne e bambini ai quale vengono inflitte, in Italia, migliaia di violenze e abusi che già rimangono impuniti.
Proponiamo una fotografia dei dati sulla violenza sulle donne; sulla violenza sulle donne e i bambini all'interno delle mura domestiche; sulla situazione sociale della parità di genere e delle separazioni in Italia:
Le donne che nel corso della vita hanno subito violenza da partner attuali o ex sono 2 milioni 800 mila donne fra i 16 e i 70 anni (Istat)
Una donna viene uccisa ogni due giorni (Istat)
Per quasi 6 autori su 10 il movente è stata la gelosia, la non rassegnazione alla separazione o un abbandono (Eurispes)
Il 7% dei padri italiani usufruisce del congedo parentale, contro i colleghi  svedesi che con il 69% hanno il record in Europa (Istat)
Sulle separazioni:
L' 80 % delle separazioni è consensuale
Il 20% delle separazioni è giudiziale ed al loro interno si riscontrano violenze
Il 50% delle separazioni è violento
Il 30% non denuncia
Questo ci rappresenta alcuni aspetti fondamentali.
In Italia esiste ancora una violenza perpetrata contro le donne basata sul genere e che tra l'altro è ritenuta una violazione dei diritti umani. Non a caso nel 1999 le Nazioni Unite hanno deliberato che il 25 novembre venga considerato come la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne ma, nonostante ciò, ad oggi non sono stati fatti significativi passi avanti nella società. Questo ci viene rappresentato anche dal movente di molti femminicidi: ossia la non accettazione di determinate scelte che la donna compie nel corso della propria vita, specie in ambito familiare. Una di queste scelte fatali è la separazione. Ricordiamo che in Italia le percentuali di separazioni giudiziali, ossia con controversie o all'interno delle quali si trovano violenze, sono il 20% del totale delle separazioni ma noi sappiamo anche di avere l'80% di separazioni consensuali, all'interno delle quali si stima che esista una percentuale di violenze non denunciate e che corrisponderebbe all'incirca al 30% del totale delle separazioni. Questo per dimostrare che la nostra attenzione dovrebbe concentrarsi su questo 50% di separazioni violente (dichiarate e no) e non sulle separazione giudiziali.
Rappresentativo del fatto che la società italiana non è affatto pronta ad una bigenitorialità a tutti i costi, è la circostanza che soltanto il 7% dei padri italiani usufruisce del congedo parentale contro il 69% degli svedesi. Ciò dimostra quanto il nostro paese, volente o nolente, si basa ancora sul lavoro svolto dalle figure femminili e che dunque solo una percentuale molto vicina a quella indicata potrebbe oggi rappresentare il numero delle coppie di genitori separati adatti a svolgere un ruolo di care giver intercambiabile, come la collocazione parentale paritaria prevede. Inoltre non è da sottovalutare la circostanza che la violenza assistita dai figli minori sia in aumento e che la violenza abbia sempre un costo economico, poiché si devono sostenere spese per cure mediche e psicologiche presso strutture pubbliche e private, spese per farmaci, spese legali, danni a proprietà. Molte donne si sono dovute assentare dal lavoro e hanno avuto difficoltà a gestire le attività quotidiane.
Abbiamo stimato che se entrasse in vigore questa riforma di legge coinvolgerebbe 20 milioni di persone nel sistema giustizia che si riverserebbero nei tribunali. Perché, ovviamente, verrebbe richiesta l'applicazione della nuova normativa da chiunque sia già separato anche in regime di separazione consensuale. Questo creerebbe un intasamento del sistema giustizia ed un danno sociale enorme connesso alla conflittualità familiare che ne scaturirebbe.
I 5 disegni di legge che si vogliono introdurre disapplicano totalmente alcune norme costituzionali, così come i trattati europei sulla tutela dei minori, colpendo principalmente la Convenzione di Istanbul e andando incontro, tra l'altro, a un rischio di censura da parte della comunità europea. La stessa Convenzione di Istanbul, alla quale l’Italia ha aderito nel 2014 raccomanda di proibire la mediazione in caso di violenza familiare.
In particolare il ddl 735 Pillon violerebbe i principi fondati sui patti concordatari e di diritto canonico che sono vigenti nel nostro paese e che sono solidari con le norme civilistiche. La Riforma che si intende introdurre non è affatto ispirata dal Magistero della Chiesa Cattolica, nè coerente con la medesima, tutt'altro!
Se l'accusa, dunque, da parte della schiera femminista italiana, è stata quella di voler ripristinare la famiglia per lo più cattolica degli anni '50, che già riteniamo sia un notevole regresso culturale e sociale, noi rispondiamo che in realtà non stiamo vedendo il problema fino in fino e che esso è ben più grave.
Perché? In realtà i 5 disegni di legge proposti vogliono eliminare ogni concetto di solidarietà familiare pur nel rispetto del diritto separativo, ostacolando di fatto la libertà di decidere di separarsi anche in condizioni a volte di gravi violenze o maltrattamenti.
Se il fine dei Senatori in questione, è quello di mantenere il controllo su  moglie e figli con l'obiettivo di non attuare una separazione, questo ddl fornisce gli strumenti per farlo.
Come? Alcuni esempi: depenalizza il reato di violazione degli obblighi di cura genitoriali post separativi ex art 570 bis cp. Introduce la mediazione, assurda nei casi di violenza in famiglia (senza considerare minimamente i costi nell'introduzione della mediazione) e reitera il concetto di pas introdotto come espediente per ribaltare le accuse di violenza o abusi fatti dai figli contro l'altro genitore. In particolare nel disegno di legge 735 gli articoli 17 e 18 prevedono la possibilità di un ricovero coatto in una struttura specializzata (ovvero in una casa famiglia) dopo che un consulente tecnico d'ufficio in Tribunale stabilisce la veridicità dell'alienazione (ovvero della PAS) da parte della madre nei confronti del minore contro il padre. Allo stato attuale l'alienazione parentale viene attuata come se esistesse nei manuali come una patologia conclamata e nei codici civili come se fosse legiferata. Ma né in un caso né nell'altro questa esiste. Non esiste nè come malattia nè come legge. Cosa ancora più grave è il vero e proprio "ricovero coatto" che viene inflitto al minore come se fosse un  trattamento sanitario obbligatorio che, nel nostro paese si attua in presenza di una malattia conclamata, su una persona maggiorenne e sotto forma di una procedura ben più complessa rispetto ad una consulenza tecnica.
I ddl appaiono come l'espressione ideologica, e nemmeno tanto sottile, di una parte di uomini che non accetta la gestione genitoriale tra due soggetti aventi gli stessi diritti e che credono che per essere buoni padri occorra ripristinare il potere economico, la patria potestà e la potestà maritale abolita nel 1975 con la legge di riforma del diritto di famiglia.
Uomini che vorrebbero imporre un rapporto coniugale sbilanciato a loro favore, credendo erroneamente, forse subdolamente, che questa sia la Dottrina della Chiesa Cattolica sul matrimonio.
Un esperimento, quello sulla cd "bigenitorialità materiale", che è arrivato in Europa ed è stato sperimentato con esiti fallimentari.
Quindi, ci si domanda, se questo è stato un esperimento già effettuato  all'estero, con risultati pessimi, devastanti e a volte irreversibili, con  conseguenze psichiatre su donne già provate da maltrattamenti e bambini abusati (e collocati a metà) perchè mai dovremmo ripeterlo in Italia?
L'Italia è un paese dove la politica e il sistema sociale non fa nulla per realizzare concreti progressi nel settore della parità di genere, ma anzi ci sono discrepanze tra uomo e donna in qualsiasi settore si analizzi: economico, lavorativo, giudiziario. Come mai quindi le pari opportunità si cercano all'interno della famiglia e dopo la separazione? È una ricerca autentica o solo apparente? Non sarebbe forse il caso di fare una vera e propria rivoluzione gettando veramente le basi della parità uomo e donna?
Il mondo del lavoro, pubblico e privato, l'economia del paese è pronta ad affrontare un esercito di papà che saranno obbligati ad assentarsi come hanno fatto finora solo le mamme? E ancora: saranno veramente loro ad occuparsi dei figli, per 12 giorni al mese o delegheranno baby sitter e nuove compagne?

DDL PILLON AFFIDO MINORI
L’Associazione Maison Antigone presenta il suo dossier al Senato
E' con grande soddisfazione che l'Associazione Maison Antigone sarà domani audita dalla Commissione Giustizia del Senato nell'ambito dell'esame dei disegni di legge nn. 45, 118, 735 e 837 in materia di affido di minori.
Sarà l'occasione per noi di presentare un dossier approfondito al quale stiamo lavorando da tempo, sulle tematiche inerenti l'affido dei minori, affido condiviso e tutela delle donne e dei minori.
Siamo convinte che questa proposta di legge sia un passo indietro rispetto al nostro ordinamento e rispetto alla tutela in primo luogo dei minori e delle donne, troppo spesso lasciati soli in situazioni di violenza al solo scopo di soddisfare esigenze futili degli adulti.
14/01/2019  Autrice: Dott.ssa Marzia Lazzerini
MAISON ANTIGONE E’ DALLA PARTE DEL FIGLIO DELLA MAMMA ROMANA LAURA M. PERCHE’ IL DIRITTO ALLA SALUTE DI UN BAMBINO PREVALE SUL DIRITTO DI UN ADULTO ALLA GENITORIALITA'
Siamo rimaste allarmate dinanzi agli appelli lanciati via social dalla mamma romana Laura M. sicché abbiamo deciso di farci promotrici in data odierna di una Petizione rivolta al pubblico intitolata “Giù le mani dal figlio di Laura!”, pubblicata sul Portale Change.org (vai al link).
Attraverso la Petizione, aperta alla sottoscrizione di chiunque abbia a cuore la sorte ed il benessere dei bambini, CHIEDIAMO al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Ministro della Giustizia Bonafede, al Presidente del Tribunale per i Minori di Roma di FERMARE L’ENNESIMA SOTTRAZIONE FORZOSA DI UN BAMBINO ALLA SUA CASA, AI SUOI AFFETTI, ALLA SUA MAMMA LAURA M.
07/11/2018  Autrice: Michela Nacca
MAISON ANTIGONE E’ DALLA PARTE DEL FIGLIO DELLA MAMMA ROMANA LAURA M. PERCHE’ IL DIRITTO ALLA SALUTE DI UN BAMBINO PREVALE SUL DIRITTO DI UN ADULTO ALLA GENITORIALITA'

SI TRATTA DI UNA SOTTRAZIONE, l’ennesima, CHE STA PER ESSERE CONSUMATA IN NOME DI UN FALSO COSTRUTTO DENOMINATO “ALIENAZIONE GENITORIALE”: IL PRODOTTO DI UNA CULTURA ADULTOCENTRICA E VIOLENTA.
Da anni nei Tribunali di tutta Italia stiamo assistendo al perpetuarsi di violenze contro le madri, non più solo consumate tra le quattro mura domestiche ma ormai agita anche nelle aule giudiziarie e fattasi istituzionale, grazie ad una normazione (L.54/2006) frutto di una attività legislativa e giurisprudenziale espressione di una cultura che si va facendo sempre più adultocentrica, profondamente misogina e violenta, indifferente alle sofferenze dei minori.
La stessa cultura che ha dato forma agli articoli 17 e 18 contenuti nel DDL 735 (anche detto "ddl Camerini - Pillon - Mazzola - Vezzetti - Pingitore" dai nomi di coloro che ne hanno rivendicato la paternità totale o parziale) che questo escamotage legale "ruba-bambini" della "alienazione" o "estraniazione" vorrebbero introdurre addirittura per legge!
Una stortura così grave che, insieme ad altre, indurrà tra pochi giorni, il 10 novembre p.v., migliaia di donne e uomini a scendere nelle piazze italiane per manifestare contro.
Centinaia di minori, anche in tenera età, grazie a CTU completamente aderenti al costrutto ideologico della “alienazione genitoriale” (già denominata PAS e ridefinita "estraniazione" dall'art. 17 del DDL 735, per farne dimenticare le losche origini gardneriane!), vengono sottratti dai Tribunali italiani alle loro madri non perché queste siano delle assassine, non perché abbiano commesso atti di pedofilia o abusi sui loro figli, ma solo ed esclusivamente per il semplice fatto che questi figli presentano atteggiamenti di forte difesa, di sé e/o della madre, manifestando terrore e rifiuto verso il padre!
Nei Tribunali oggi sempre più spesso accade che non venga più indagata la motivazione del rifiuto del bambino, né sembrerebbe importare più ad alcun Giudice o CTU capire se il rifiuto di un minore sia frutto di un grave abuso fisico e/o psicologico commesso dal genitore rifiutato! Spesso neppure più si indaga la personalità dei genitori, perché si preferisce  la difesa del diritto adultocentrico alla bigenitorialità, da tutelare sempre e comunque, anche dinanzi gravi comportamenti di violenza genitoriale e patologie psichiche!
Nei Tribunali Italiani verifichiamo come, sull’altare della difesa del diritto indiscriminato degli adulti alla bigenitorialità, sempre più spesso si consuma il sacrificio dei diritti essenziali dei figli minori: il loro diritto alla salute, alla libertà, alla salvezza, financo quello alla tutela dalla violenza fisica e psicologica!
E' grave ciò che sta per accadere al figlio di questa mamma romana, che il 6 novembre 2018 tramite un video ha lanciato un grido di aiuto a tutte le donne e gli uomini di buona volontà (vai al video su Fb) cioè quanto già purtroppo sperimentato da molte altre donne: in primis dalla mamma del piccolo Federico Barakat, da Federica Puma e la piccola Beatrice,  da tante altre.... ossia un bambino di soli otto anni, per di più portatore di una malattia autoimmune cronica e invalidante che pone a rischio la sua salute e la sua stessa vita, a rischio aggravamento dalle conseguenze imprevedibili (come lo sono tutte le malattie autoimmuni!) ad ogni minimo stress, per la quale già assume costantemente farmaci, verrà presto sottratto con la forza alla sua casa, al suo ambiente domestico, alla sua mamma alla quale è legatissimo e verrà messo in una casa famiglia, con proibizione di vedere e anche solo sentire telefonicamente la madre!
Il tutto perché la mamma non sarebbe riuscita a ristabilire un rapporto sereno tra il figlio ed il padre!
Un concetto ed una pretesa inconcepibile che ci riporta indietro di 60 o 70 anni: quando tra padre e figli non esisteva alcun genere di relazione affettiva ed ogni comunicazione culturalmente veniva mediata dalle madri, per il rifiuto o l’incapacità paterna a comunicare, cosicché risultava scontato, anche se già profondamente ingiusto, imputare alle donne eventuali carenze del rapporto padre-figli!
Una pretesa che oggi, con la consapevolezza scientifica e giuridica a cui si è giunti, non può più accettarsi, rimanendo espressione di quel mondo e di una cultura patriarcale e misogina che avremmo voluto veder ormai finita da tempo: una pretesa che peraltro MORTIFICA E CONTRADDICE LO STESSO PRINCIPIO DI BIGENITORIALITA’ CHE DICE INCOERENTEMENTE VOLER AFFERMARE E DIFENDERE!
Sarà cosi che, a giorni, a causa di tal pretesa dal sapore pregiudiziale e discriminante, questo bambino non avrà alcun punto di riferimento sicuro intorno a sé!
Non sappiamo e non vogliamo indagare i motivi per i quali questo bambino sembrerebbe rifiutare un genitore. Le sedi opportune valuteranno la coerenza, con i principi costituzionali e le Convenzioni internazionali in materia, delle conclusioni peritali a cui il Tribunale dei Minori è giunto (oggi 7 novembre 2018 a quanto ci consta ancora non fatto proprio dal Giudice incaricato), non spettando certo a noi queste disamine.
Tuttavia al di là degli atti processuali, ciò che interessa tutti noi è ribadire con forza che il rifiuto di un bambino verso l’altro genitore, specie se radicale e grave, non può essere semplicemente PRESUNTO come conseguenza di una manipolazione materna, assolutamente rimasta non dimostrata né dimostrabile, perché illogica, irragionevole e scientificamente infondata ... e come tale tautologica!
Un bambino perfettamente integrato in vari contesti sociali, come ci risulta il figlio di Laura, NON DOVREBBE ESSERE CONSIDERATO un bambino abusato dalla madre, così da giustificare provvedimenti cosi gravi da non essere stati adottati neppure in casi di genitori macchiatisi di reati gravi come il figlicidio!
NON SI PUO’ sottrarre un bambino al suo mondo ed ai suoi affetti, NON SI PUO' traumatizzare allontanandolo dalla madre, che egli riconosce come genitore accudente sicuro, né deve essere posta in pericolo la sua salute fisica e psicologica PER COLPA DEI GENITORI, O DI UNO FRA QUESTI, e ciò NON PUO’ E NON DEVE ESSERE FATTO NEPPURE DALLE ISTITUZIONI: SOPRATTUTTO DA QUELLE PREPOSTE ALLA TUTELA DEL BENESSERE DI QUELLO STESSO BAMBINO!
LE ISTITUZIONI ED I TRIBUNALI NON DEVONO FARSI STRUMENTO DI PERSECUZIONE DEI  BAMBINI!
VI CHIEDIAMO DI FiRMARE TUTTI!

APERTURA NUOVO "SPORTELLO DONNE" A ROMA E FIRMA PROTOCOLLO INTESA TRA MAISON ANTIGONE E CSC ROMA
"Maison Antigone oggi 27 giugno 2018 ore 17,30 interviene al workshop organizzato da CSC Roma, presso lo Studio del Dott. Roberto Ceccaglia in VIa Montepaulo 25 Roma. Sarà l’occasione per avviare e presentare l’apertura, in questa prestigiosa sede romana, di uno "Sportello Donne" gestito da Maison Antigone.
Nell’occasione la nostra Associazione Maison Antigone e CSC Roma, Associazione che riunisce Amministratori di Condomini, firmeranno un Protocollo di Intesa per avviare progetti di collaborazione finalizzati alla sensibilizzazione di Amministratori e Condomini contro ogni forma di violenza. La scelta di raggiungere questa intesa nasce dalla consapevolezza che ben il 68% delle violenze sulle donne e dei femminicidi avviene in casa: dunque nei Condomini! (v. Fonte Istat).
27/06/2018  Autrice: Michela Nacca
U. N. A. C. IL SINDACATO NAZIONALE DEI CARABINIERI SI SCHIERA CON MAISON ANTIGONE IN DIFESA DELLA CARABINIERA ANGELA APARECIDA RIZZO
Maison Antigone ha lanciato una petizione tramite la piattaforma Change.org in favore della carabiniera Angela Aparecida Rizzo per chiedere che venga immediatamente sospeso il provvedimento disciplinare ai danni della donna, scattato alla fine di un processo che l’ha vista vittima di abusi sul posto di lavoro da parte di un suo superiore.
Dopo aver denunciato il Maresciallo suo superiore gerarchico per molestie sessuali, dopo averlo visto condannare in primo grado con una sentenza a 9 mesi di reclusione, confermata poi in Appello dal Tribunale Militare di Roma, Angela si è ritrovata coinvolta in un procedimento disciplinare per aver parlato con i media senza autorizzazione e per aver, a parere dell'Arma, screditato il prestigio dei Carabinieri.
27/05/2018  Autrice: Avv. Michela Nacca, Presidente di Maison Antigone
U. N. A. C. IL SINDACATO NAZIONALE DEI CARABINIERI SI SCHIERA CON MAISON ANTIGONE IN DIFESA DELLA CARABINIERA ANGELA APARECIDA RIZZO

Angela Aparecida Rizzo lavorava nel laboratorio di analisi delle sostanze stupefacenti del nucleo investigativo del comando provinciale dei Carabinieri di Firenze. Nel 2015 era stata vittima di palpeggiamenti, umiliazioni verbali, minacce di ritorsioni. Dopo essersi confrontata con un collega di grado superiore decise di denunciare tutto al Tribunale Militare e costituirsi parte civile. Angela Rizzo aveva poi rilasciato alcune dichiarazioni sulla vicenda processuale alle telecamere della trasmissione “Presa Diretta”. Per questo motivo l’Arma dei Carabinieri ha avviato il procedimento disciplinare. Un bruttissimo gesto da parte dell’Arma, che di fatto in tal modo parrebbe inviare un messaggio a tutte le donne delle forze armate richiamandole al silenzio. C’è molto da fare all’interno delle Forze Armate dove, nonostante le donne siano ammesse dal 2000, nel codice penale militare di pace il capo di imputazione che più si avvicina alle molestie sessuali è quello di: "minaccia a inferiore aggravata e continuata". Questo è stato il vergognoso motivo della condanna a soli 9 mesi ricevuta dal Maresciallo molestatore.
Ora anche il Sindacato dei Carabinieri U.N.A.C. sottolinea la beffa subita da Angela ad opera dell’Arma, che invece di schierarsi dalla parte della giustizia l’ha resa di nuovo vittima con un procedimento disciplinare, chiedendo per questo che venga immediatamente revocato. L’U.N.A.C., schierandosi insieme a Maison Antigone e sostenendo la nostra Petizione, ritiene che ad infangare il nome dell’Arma sia stato colui che la Giustizia ha riconosciuto come colpevole di molestie sessuali, non di certo una donna che dopo aver subito molestie ha trovato il coraggio di denunciare.

MAISON ANTIGONE INAUGURA DUE NUOVI SPORTELLI
S.O.S.  Ambiente & Animali e  S.O.S. Genitori
L'Associazione Maison Antigone inaugura oggi due nuovi sportelli e centri di aiuto accessibili via web, tramite il nostro portale www.maisonantigone.it, oppure prendendo appuntamento presso la nostra sede.
Rispondiamo alle richieste di molte amiche e amici che ce lo hanno chiesto con l'apertura degli sportelli S.O.S. AMBIENTE & ANIMALI e S.O.S. GENITORI.
12/05/2018  Autrici: Marzia Lazzerini e Raffaella Bocci
MAISON ANTIGONE INAUGURA DUE NUOVI SPORTELLI

  • Attraverso lo sportello S.O.S. AMBIENTE & ANIMALI potrete segnalarci maltrattamenti, violenze su animali, violazioni ambientali e richieste informazioni, che potremo perseguire giudizialmente e/o portare all'attenzione di soggetti competenti.
Maison Antigone ha peraltro di recente aderito al Comitato animalista Roma: una realtà fatta di associazioni e comitati unitesi nella volontà di proteggere l'ambiente ed animali. Siamo persuase, infatti, che chi violenta l'ambiente e maltratta gli animali sia socialmente pericoloso, oltre che dannoso.
  • Lo sportello S.O.S. Genitori è uno spazio operativo di orientamento, che supporta i genitori che si trovano in difficoltà con i propri figli o che vogliono un aiuto per affrontare il delicato mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.
Un centro al quale rivolgersi per la prevenzione e la lotta al bullismo ed alla violenza, per problematiche legate alla scuola, per un sostegno alla genitorialità e per acquisire strategie educative efficaci, ma anche per orientarsi nel tortuoso mondo della disabilità, della riabilitazione, dell’inclusione scolastica e della socializzazione di bambini e ragazzi con bisogni speciali.
Maison Antigone è una casa animata  da tante anime e, quindi, ci ha fatto davvero piacere dare il nostro sostegno facendo esprimere anche quelle amiche che, fra noi, sentono più vicine le tematiche affrontate nei nostri nuovi Sportelli.
Fare rete è una delle caratteristiche fondamentali di Maison Antigone e la rete siete voi!

MAISON ANTIGONE. I BANDI DI CONCORSO DELLE FORZE ARMATE DISCRIMINANO LE DONNE
Chiediamo l'annullamento, sono anticostituzionali
L'Associazione Maison Antigone avvia un importante petizione in collaborazione con change.org per denunciare la persistente incostituzionalità dei bandi di concorso delle Forze Armate in quanto altamente discriminatori nei confronti delle donne.
Pertanto l'associazione chiede che vengano annullati tutti i bandi di concorso per essere nuovamente indetti seguendo le norme costituzionali vigenti nel nostro Paese e le norme europee.
21/04/2018  Autrici: Marzia Lazzerini e Raffaella Bocci
MAISON ANTIGONE. I BANDI DI CONCORSO DELLE FORZE ARMATE DISCRIMINANO LE DONNE

Sappiamo infatti che, per le donne che desiderano percorrere la strada della carriera militare, c’è una grande discriminazione: lo stato di gravidanza, considerato di fatto quale motivo di esclusione dal concorso!
Ad oltre 20 anni dall’apertura alle donne nelle Forze Armate, dopo una resistenza di molti decenni, il Ministero della Difesa continua dunque a discriminare le donne attraverso bandi che favoriscono una cultura misogina.
In tutti i bandi di concorso militari si legge, infatti, che per le concorrenti donne lo stato di gravidanza costituisca un “impedimento temporaneo” all’ammissione al concorso, che tuttavia finisce per diventare definitivo e motivo di esclusione se “non risolto” in breve tempo e cioè entro le brevi procedure concorsuali.
Tale clausola, lungi dal proteggere la salute della donna, in realtà lede i suoi diritti essenziali e costituzionali: la Costituzione Italiana infatti negli articoli 3 e 51 stabilisce che sia garantita l’uguaglianza dei sessi nelle procedure di accesso agli uffici pubblici.
Coerentemente con questo dettato costituzionale, negli anni sono state moltissime le sentenze dei TAR in cui i Tribunali amministrativi italiani hanno dichiarato l'incostituzionalità delle clausole concorsuali sopra richiamate, stabilendo che la gravidanza non può essere considerata causa di “inidoneità psico-fisica della donna”, sebbene temporanea, tale che di fatto le precluda l’eventuale reclutamento.
Eppure si continua ad inserire questa clausola nei bandi come niente fosse!
Molti i Bandi di concorso, pubblicati anche quest'anno sulla Gazzetta Ufficiale, volti a discriminare le donne per eventuali gravidanze tra cui, fra i tanti, quello del 10 gennaio 2018 per l’accesso di Allievi Ufficiali alla prima classe dei Corsi normali delle Accademie Militari dell’Esercito, dell’Aeronautica, della Marina e dei Carabinieri per l’Anno Accademico 2018-2019 (v. clausola inserita nell’art. 10 comma 4) e quello del 4 aprile 2018, per l’ammissione al 1° corso superiore di qualificazione, della durata non inferiore a sei mesi (2018–2019), di 100 allievi marescialli dell’Arma dei Carabinieri riservato agli appartenenti ai ruoli iniziali.
Il Ministero della Difesa deve porre immediatamente fine a questa discriminazione sessista e incostituzionale che lede i diritti a tutela della maternità e delle pari opportunità.

DELITTO DI CISTERNA: L’ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE PRESENTA UN ESPOSTO-DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
L’associazione Maison Antigone ha presentato questa mattina un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Roma affinché si indaghi sull’operato e sulle eventuali responsabilità del comando di Polizia e Carabinieri a cui la vittima si era rivolta.    
I fatti, risalenti al 28 febbraio scorso, vedono ancora una volta una donna e madre, Antonietta Gargiulo, dover fare i conti con un marito violento e una sistema di tutela delle donne che non ha funzionato.
Nonostante gli esposti, nonostante gli interventi dell’avvocato di Antonietta, nonostante tutto, quell’uomo ha potuto continuare ad avere a disposizione l’arma di ordinanza con la  quale, nel triste epilogo, ha ucciso le due figlie e ridotto la moglie  in fin di vita prima di suicidarsi.   
21/03/2018  Autrice: Raffaella Bocci
DELITTO DI CISTERNA: L’ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE PRESENTA UN ESPOSTO-DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

L’associazione, che si occupa attivamente contro la violenza di genere, ritiene che debba essere fatta luce su eventuali responsabilità che abbiano portato al compimento di un delitto così efferato.    
Dopo aver lanciato 3 petizioni di cui una presentata alla Presidente della Camera Laura Boldrini lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, oggi Maison Antigone scende in campo per chiedere chiarezza sui fatti di Cisterna di Latina.   
Quello che Maison Antigone si chiede è se tutto questo poteva essere evitato, se qualcuno poteva tenere a bada un uomo violento e rancoroso come Luigi Capasso. Se qualcuno abbia visto e sottovalutato atteggiamenti e comportamenti di un uomo che, invece di  onorare la propria divisa in difesa dei più deboli, l’ha macchiata del sangue del suo sangue.
18 vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno, più di una donna a settimana barbaramente uccisa, a volte insieme ai suoi figli.     
Questo dato è sufficiente per interrogarci e scuotere le coscienze su cosa non stia funzionando nel nostro Paese, sulle responsabilità che ognuno di noi: Stato, Istituzioni, Associazioni e singoli cittadini debbano prendersi per combattere davvero il femminicidio.

L’ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE FIRMA UN'IMPORTANTE PETIZIONE CONTRO LA PEDOFILIA
Si chiede l'istituzione di un pubblico registro dei pedofili e l'adozione in Italia e in Europa della statunitense "Legge Megan"
I dati del Telefono Azzurro sono agghiaccianti: ogni anno in Europa 18 milioni di bambini sono vittime di abuso sessuale. Nel 2016 sono stati gestiti 301 casi e l’Interpol ha identificato 5 bambini vittime di abusi sessuali on line al giorno. Una vittima su due è una bambina al di sotto degli 11 anni.
E questi sono i casi denunciati che rappresentano solo la minima parte di un fenomeno difficile da stimare se si tiene conto di tutti i minori immigrati che giungono nel nostro Paese privi di identità e di tutti i bambini che svaniscono nel nulla senza lasciare traccia.
15/12/2017  Autrice: Raffaella Bocci
L’ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE FIRMA UN'IMPORTANTE PETIZIONE CONTRO LA PEDOFILIA

Ogni anno in Italia scompaiono circa 100 bambini di cui si perde ogni traccia, in Europa ben 270 mila.
Proteggere i bambini è un dovere che deve coinvolgere tutti i cittadini.
La Convenzione di Lanzarote del 2007 e la successiva rettifica del 2012, prevedono "la registrazione e la conservazione dei dati relativi all'identità, nel rispetto della privacy e ad uso interno, nonché al profilo genetico (DNA) delle persone condannate per reati sessuali, affidati ad un'unica autorità nazionale che deve interfacciarsi con le altre autorità degli Stati membri". Tuttavia tale normativa è rimasta inapplicata dalla maggior parte degli Stati membri.
Le misure fino ad oggi adottate in Italia e nel resto d’Europa inoltre, non tengono sufficientemente conto dalla facilità di adescamento da parte dei pedofili anche per mezzo della rete internet. Attraverso il web si può entrare in contatto con i minori, conoscere le loro abitudini e controllare i loro spostamenti. I casi di abusi sessuali sui minori sono in costante aumento anche grazie all’incontrollabile villaggio globale.
Tutto questo nella maggior parte dei casi sfugge al controllo degli adulti di riferimento, i collegamenti internet sono sempre più facili attraverso gli smartphone attraverso i quali i minori possono relazionarsi inconsapevolmente con potenziali pedofili.
La prevenzione e la tutela dei minori deve giocare un ruolo di primo piano per contrastare questo fenomeno, tra cui anche la pedopornografia e il turismo sessuale i cui dati sono sempre più allarmanti. In questo contesto è indispensabile rendere i cittadini attori protagonisti della lotta alla pedofilia.
Negli Stati Uniti nel 2007 è stata introdotta la Legge Megan, che prende il nome da Megan Kanka, bambina di sette anni che fu rapita, violentata e uccisa nel 1994 da un vicino di casa pluripregiudicato per reati sessuali su minori.
Già perché chi si macchia del reato di pedofilia è sempre recidivo e di solito è  stato egli stesso un bambino abusato.
A breve sempre in USA i pedofili saranno identificati anche mediante segnalazione sul passaporto al fine di combattere il turismo a sfondo sessuale con minori e lo sfruttamento infantile. Il Dipartimento di Stato americano infatti applicherà una sorta di 'bollino' sui documenti di chi ha commesso questo tipo di reati ed il retro del passaporto recherà la dicitura "Il proprietario è stato condannato per un reato di tipo sessuale nei confronti di minori ed è schedato secondo la legge americana".
  • Venga introdotta la “Legge Megan” prevedendo che chiunque venga condannato per qualsiasi genere di reato a sfondo sessuale, in cui vittima sia un bambino o un minore, perda essenzialmente ogni diritto alla privacy per un periodo variabile, da un minimo di 10 anni dalla data del rilascio fino a tutta la vita, con l'obbligo di registrare presso le Forze dell'ordine il proprio domicilio e i propri spostamenti, il divieto assoluto di frequentare, o risiedere nelle vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori o dal genere di persona normalmente bersaglio dei propri crimini,  l'affissione di tali dati in un registro pubblicamente consultabile, assicurando il diritto a qualunque cittadino  di accedere a tali dati tramite appositi siti Internet e che venga previsto che, anche in Italia ed in Europa, coloro che si siano macchiati di gravi reati sessuali su minori vengano resi identificabili su passaporto, con specifico riferimento alla condanna.
  • Coloro che si siano macchiati di gravi reati sessuali su minori vengano resi identificabili sul loro  passaporto, con specifico ed esplicito riferimento alla condanna.
Solo l'introduzione delle misure da noi richieste e sopra indicate, infatti, potranno efficacemente contrastare in via preventiva la pedofilia: l'adozione di politiche e legislazioni diverse da quelle sopra suggerite potranno solo testimoniare la piena complicità ed il favoreggiamento compiuto dalle istituzioni europee ed italiane  verso tali terribili reati!
Essere adescati da un pedofilo è più facile di ciò che si pensa, può capitare a ognuno dei bambini che si incontriamo per strada ogni giorno . Nessuna cura potrà far guarire un bambino abusato.
Per questo motivo Maison Antigone ritiene che sia determinante la prevenzione a 360° ad opera di tutti i cittadini, piuttosto che un eventuale inutile recupero di ferite che non potranno mai essere rimarginate.

PANDORA È RIUSCITA A GETTARE IN UN SOLO COLPO 50 ANNI DI FEMMINISMO ITALIANO
Cosa vogliono le donne per Natale? Soprattutto rispetto
Non potevamo crederci ma purtroppo è tutto vero.La scritta apparsa ieri nei cartelloni  pubblicitari del grande marchio Pandora ci ha lasciate sgomente. Sono riusciti a mettere insieme i più beceri stereotipi sul genere femminile e questo accade a nemmeno una settimana dal 25 novembre, in cui si è  ricordata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Una pubblicità così non si vedeva nemmeno negli anni '60, quando le donne erano ritratte con grembiule e ai fornelli mentre il marito, stanco, tornava da lavoro e si sedeva a tavola. Non possiamo tornare indietro e  bruciare in questo modo un pezzo di storia del femminismo italiano.
04/12/2017  Autrice: Marzia Lazzerini
ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE CONSEGNA 46.000 FIRME ALLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI
Il Sindaco di Pimonte deve dimettersi: uno stupro non è una bambinata
In occasione della giornata dedicata alla lotta alla violenza sulle donne il sindaco di Pimonte, Michele  Palummo, che definì lo stupro di gruppo ai danni di una ragazzina di 15 anni una "bambinata", suscitando non poche polemiche, ha deciso di dedicare tre giorni di eventi, convegni e mostre, al tema del sopruso degli uomini sulle donne. Nessun riferimento, però, viene fatto alla ragazza costretta a lasciare il paese perchè vittima una seconda volta quando i coetanei furono scarcerati dopo solo un anno dal fatto e se li ritrovò liberi di girare in strada tra l'omertà dei paesani e le dichiarazioni imbarazzanti del sindaco (http://video.repubblica.it/cronaca/lo-stupro-una-bambinata).
 27/11/2017   Autore: Ufficio Stampa
ASSOCIAZIONE MAISON ANTIGONE CONSEGNA 46.000 FIRME ALLA PRESIDENTE LAURA BOLDRINI
L'associazione Maison Antigone in occasione dell'evento #Inquantodonna alla Camera dei Deputati, ha consegnato alla Presidente della Camera Laura Boldrini 46.000 mila firme raccolte per chiedere le dimissioni del Sindaco di Pimonte e si è impegnata a sostenere questa battaglia e a pubblicare un comunicato stampa in favore di questa petizione. Lo stupro non è una bambinata. "Ci ha lasciato sgomente un anno fa conoscere la storia della ragazzina di 15 anni di Pimonte stuprata ripetutamente da 12 suoi coetanei, minacciata, dileggiata e ricattata dai video registrati durante gli stupri.
E ci ha lasciato nuovamente sgomente l'aver appreso che un anno dopo il verificarsi di questi crimini orrendi, il sindaco durante un'intervista sostenesse che lo stupro commesso fosse stata solo una bambinata e che la vicenda fosse da archiviare come  storia passata.
- Dichiara Michela Nacca Presidente dell'Associazione – Vogliamo dare voce alle 46.000 firme raccolte e consegnate alla Presidente Boldrini per chiedere ancora una volta le dimissioni del Sindaco di Pimonte, 46.000 persone sono con noi in questa battaglia e credono che una dichiarazione simile non possa essere sostenibile.

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