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MAISON ANTIGONE LANCIA UNA PETIZIONE PER RIPORTARE ALLE LORO MADRI E ALLA LORO VITA I RAGAZZI PIEMONTESI CHE NEI GIORNI SCORSI SONO STATI COLLOCATI IN DIVERSE CASE FAMIGLIA, DOPO AVER RIFIUTATO DI RITRATTARE LE ACCUSE DI VIOLENZE AGITE DAI LORO RISPETTIVI PADRI

Maison Antigone
Pubblicato da Raffaella Bocci in Comunicati Stampa · 28 Luglio 2020
I ragazzi hano chiesto aiuto a Maison Antigone che oggi chiede al Tribunale di Torino che vengano ascoltati, tolti dalle case famiglia e che venga rispettata la loro volontà di tornare dalle proprie madri
In poco più di due settimane sono stati ben 6 i minori collocati in diverse case famiglia: 4 fratelli tra i 6 e i 16 anni di Cuneo e due ragazze di 15 e quasi 14 anni sempre nel torinese.
Quando le loro madri avevano trovato il coraggio di denunciare il partner proprio per proteggere se stesse e i propri figli, avevano anche loro confermato le accuse nei confronti rispettivi padri padroni.
I ragazzi hanno contattato Maison Antigone con un accorato messaggio di aiuto e la richiesta di un intervento immediato.
La loro situazione è ormai drammatica: vivono separati in diverse strutture senza poter sentire le proprie madri e, da qualche giorno, non hanno il permesso di avere notizie degli altri fratelli e sorelle collocati altrove.
Ancora una volta ci troviamo in presenza di una vera e propria violenza istituzionale che “punisce” le donne che denunciano il partner violento, allontanandole dai propri figli strappandoli alla loro quotidianità, ai loro affetti, alla loro vita.
Maison Antigone da tempo sta segnalando a gran voce la grave deriva giurisprudenziale che si sta delineando in Italia e che sta rischiando di rendere inevitabilmente le donne, madri di figli minori, prive di armi per proteggere se stesse e loro figli.
La minaccia di vedersi portati via i bambini in seguito ad una eventuale denuncia renderebbe le donne o impotenti complici della violenza domestica e degli abusi perpetrati da partner, ex partner e padri violenti o vittime rivittimizzate dalle stesse istituzioni.
“Questo non è più accettabile” afferma l’avv. Michela Nacca Presidente di Maison Antigone “Con questa petizione intendiamo continuare a denunciare quello che a nostro parere costituisce un grave attacco ai Principi supremi della Democrazia e della Giustizia, una grave violazione dei Diritti Umani ed un ripristino inaccettabile della potestà paterna violenta e abusante. La contraddizione, l'incoerenza logica e giuridica, la violazione della Convenzione Internazionale per i Diritti del Fanciullo di NY e dell'UE, della Convenzione di Istanbul e della Convenzione di Strasburgo nonché di varie norme costituzionali, ci appare evidente e pericolosa, perché questa mancata giustizia indurrà le madri vittime a non denunciare più e i bambini vittime di abusi domestici a non essere più' protetti: entrambi condannati a vivere in un ambiente di degrado, di violenza, imparando essi stessi uno schema comportamentale, introiettato come "normale", che li indurrà ad agire in modo violento.”.



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