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LETTERA DI UNA MADRE

Maison Antigone
Pubblicato da in Storie di donne... al tempo del coronaviurs · 29 Marzo 2020
Buongiorno Maison Antigone,
vi scrivo in questi giorni di quarantena, costretta dalle istituzioni e dal padre a vivere lontana dai miei figli. Da anni impedita a rassicurarli, coccolarli, amarli e crescerli come qualsiasi altra madre. Senza alcuna valida ragione.
La mia separazione inizia circa 5 anni fa, dopo delle aggressioni pesanti da parte del mio ex compagno. Ho tre figli e restare sola con tutto a carico non è stato facile per i primi mesi. La famiglia per me era ed è importante e dunque, nonostante le denunce, ho provato la riconciliazione... che però mi hanno portato successivamente a ritirare quelle denunce.
Con il tempo ho capito che quella riconciliazione è stata solo una "mossa" per lui per rientrare a casa e riappropriarsene, ma soprattutto per vanificare le mie richieste. L’apparente riconciliazione durò infatti neanche un anno e di nuovo ricominciò ad aggredirmi davanti i bambini.
Da quel momento sono stata costretta ad andar via io con i tre bambini, senza ricevere alcun tipo di aiuto da parte di lui, sebbene sia il padre. In estate mi chiese di andare in vacanza con i bambini, io accettai anche se con timore. Ma al termine della vacanza non mi riportò i bambini! Subentrarono i servizi sociali ed iniziò la mia odissea, l’inferno per i bambini, che da quel momento sono stati da lui usati come arma per colpirmi. Conosciamo cosi le dinamiche dei servizi sociali, dello spazio neutro, fu incaricato l’educatore domiciliare, il mediatore. In tutte le relazioni redatte da ss e mediatori non è stata nascosta la verità: lui descritto come un padre che apertamente dichiarava di volermi distruggere, di volermi ammazzare, veniva riferito di come parlava male di me anche davanti i bambini e che continuava in questo atteggiamento nonostante gli venisse detto che questo fosse un comportamento che non andava assolutamente usato, specie davanti i bambini. Nelle relazioni veniva precisato che il padre non rispettava le regole e gli orari stabiliti, non si presentava agli incontri... mi ostacolava in ogni modo... tutto scritto.
Ma il tribunale dei minori non lesse nulla e poi improvvisamente si dichiarò non competente, perché nel frattempo c'era il ricorso per la separazione in corso. Dunque tutto il fascicolo andò al tribunale ordinario, che però di nuovo ignorò tutto! Di fatto quelle relazioni non vennero mai lette da nessuno.
Circa 3 anni fa finalmente è stato emesso il primo decreto dove fu stabilito affido condiviso e fissati giorni e orari di visita. Ma la sua voglia di distruggermi era ancora troppo forte... Così quando iniziai una nuova vita con un compagno che mi aiutava e sopportava su tutto, la cosa lo fece imbestialire: perché il suo obiettivo di distruggermi era diventato più difficile se qualcuno mi aiutava!
Arrivò cosi anche a denunciare il mio compagno in maniera del tutto falsa, per presunti abusi sui miei figli, mai verificati.
Scattò la prassi: immediatamente i bambini furono trasferiti nella casa del padre. Ovviamente senza alcuna valutazione del suo comportamento pregresso. Di nuovo sono stata allontanata dai bambini. Furono avviate perizie, interrogatori protetti e via dicendo... Mi fu concesso di vedere i bambini solo dentro lo spazio neutro per 1 ora a settimana, tutti i contatti telefonici mi furono sospesi, anche se non esisteva un decreto che li vietasse.
Nel tempo ho seguito tutte le indicazioni del giudice per riavere i miei figli. Ma così non è stato. Durante gli incontri mio figlio mi chiedeva costantemente di voler venire con me ed esprimeva anche alla dottoressa dello spazio neutro la sua volontà, ma mai hanno relazionato le continue richieste del bambino. Anche al ctu i bambini hanno dichiarato di non avere problemi ad incontrarmi, anche perché di fatto la denuncia per abusi su minori non ha ottenuto condanna e ad oggi c'è una richiesta di archiviazione. A mio carico non esiste nulla, neanche una nota negativa nei miei confronti.
Nonostante il giudice in seguito mi abbia dunque riaffidato i bambini con regolare decreto, il padre ha continuato a rifiutare di consegnarmi i bambini, violando il decreto giudiziale.
A questo punto, a seguito di una denuncia di scomparsa di minori, il padre viene interrogato e per magia il Pm di turno del tribunale dei minori emette un decreto provvisorio in cui riaffida i bambini al padre, senza neanche conoscere probabilmente le disposizioni del tribunale ordinario. Denuncio tutto in procura e a distanza di breve tempo anche il tribunale ordinario riaffida i bambini al padre e dispone il trasferimento di scuola dei bambini nel comune di residenza del padre... senza alcun motivo! Un balletto di tribunali e di decreti l'uno in contraddizione con l'altro.
In seguito è stato confermato il mio diritto di visita ma ancor oggi da mesi, nonostante il decreto, non ho mai avuto modo di vedere e sentire i miei figli. Solo da qualche giorno mi è stato concesso di risentirli telefonicamente, di tanto in tanto, anche se sotto controllo e con notevoli limitazioni.
In questo momento di allarme generale sarebbe importante per i bambini sapere che mamma c'è e soprattutto che non li ho abbandonati... che li cerco e li cercherò sempre. Ma dal padre e da istituzioni miopi o complici da anni mi è impedito anche solo fare la mamma, con una discriminazione ed una violenza inaudita ed ingiustificata!
Chiedo che venga pubblicata questa mia testimonianza...



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