Vai ai contenuti

L'ESODO, FILM-DENUNCIA. PROTAGONISTA UNA DONNA

Maison Antigone
Pubblicato da in Donne in Movimento - Arte e Cultura · 9 Novembre 2017
Cinema per riflettere e cinema per evadere
Stasera, in anteprima romana al cinema Farnese, L’ESODO di Ciro Formisano, film-denuncia tratto da fatti realmente accaduti che arriva nelle sale italiane per raccontare, per la prima volta, una pagina amara della recente storia del nostro paese: il tema degli esodati.
Il regista racconta la loro condizione. In particolare segue la storia di una donna rappresentando così una dura pagina della recentissima storia politica del nostro paese. Come lui stesso ha sottolineato in una intervista. Formisano sembra aver sposato la causa di un numero elevato di uomini e donne trovatosi inaspettatamente in un limbo. Senza stipendio, senza ammortizzatori sociali, senza pensione. Ciò a cui ha portato l'entrata in vigore di alcune misure contenute nella legge emanata dall'allora Ministro del Lavoro e dai cui prende il nome: Legge Fornero.
Ad interpretare il ruolo protagonista infatti è una donna, Francesca, rappresentata da Daniela Poggi, sessantenne, esodata, che finirà ad elemosinare per sopravvivere e alla fine lo farà anche per protesta. Senza reddito quindi, bussa a numerose porte, cerca sostegno dove può, ma ormai sessantenne, finisce a mendicare in Piazza della Repubblica a Roma. Le persone che attraversano quotidianamente la piazza rimangono colpite dalla sua immagine, perchè distinta e lontana dagli stereotipi della mendicante alla quale ormai siamo più che abituati. La protagonista sembra impersonare l'immagine di una nuova triste povertà italiana.
Una causa su cui andrebbero riaccesi i riflettori e non solo cinematograficamente parlando. Ci sono ancora migliaia di esodati che attendono  di essere tutelati e sperano in un testo definitivo della Legge di Stabilità che dovrebbe uscire entro fine anno. Una causa attuale più che mai infatti. Proprio ieri a Montecitorio le lavoratrici hanno manifestato per la proroga di Opzione Donna al 2018, il regime sperimentale che permette di andare in pensione prima dei 60 anni con 35 anni di contributi, cercando in questo modo di  tutelare la dignità e i diritti delle lavoratrici italiane.



Torna ai contenuti