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EDUCAZIONE ALLA SESSUALITÀ: OSTACOLI E PREGIUDIZI

Maison Antigone
A seguito delle sconcertanti notizie giunteci, che vedono le ragazze italiane assolutamente ignoranti circa sessualità e metodi contraccettivi, abbiamo chiesto un piccolo approfondimento ad una psicoterapeuta che ci ha inviato le sue riflessioni e testimonianza.
Lo scenario che emerge è davvero preoccupante ed i genitori italiani risultano ancora troppo legati a dannosi tabù.

Le giovani donne italiane sono tra le più ignoranti d ‘Europa in materia di informazione sessuale.
Da una recente indagine della Società Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (SIGO), emerge che le giovani  donne italiane hanno informazioni non corrette sulla sessualità, ottenute da internet o dagli amici.
Alcuni dati?
-il 56% non conosce la posizione esatta della vagina, figuriamoci se sa come avviene l’orgasmo in una donna.  Molte mie giovani pazienti hanno l’orgasmo in modo “casuale”, ossia non conoscono i meccanismi e gli stimoli che le porterebbero al raggiungimento del piacere. Si “affidano “ al partner, anche lui mal informato, la cui “teoria” sessuale si basa su informazioni prese dai porno, con insoddisfazione e frustrazione reciproca.
-il 42% delle italiane non utilizza  nessun metodo anticoncezionale durante il primo rapporto, e anche chi usa la pillola non utilizza il preservativo nei rapporti occasionali, con conseguente rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. La pillola è usata dal 16% delle donne, ancora esiste la paura che faccia ingrassare e che gli ormoni facciano male.
La vendita dei preservativi è in calo.
Spesso anche i medici non sono preparati a fornire le giuste informazioni e il sostegno adeguato ai giovani nel compiere determinate scelte.
Da cosa deriva tutta questa disinformazione rispetto ad altri Paesi della Comunità Europea?
In Italia, complice perbenismo e tabù di derivazione cattolica, non si fa educazione sessuale, ed in questa lacuna siamo anche stai  allertati dalla Comunità Europea. In Italia ancora si vuole evitare il problema. Oltre ad essere all’ultimo posto nella prevenzione sessuale di gravidanze e di malattie trasmesse sessualmente, siamo all’ ultimo posto nell’educazione sessuale.
L’educazione sessuale  nelle scuole è OBBLIGATORIA in tutta Europa dalla scuola materna, associata all’educazione contro i ruoli e gli stereotipi di genere.
In Italia non esiste una normativa chiara a riguardo, e il tutto è lasciato al caso, alla sensibilità ed apertura  di presidi e coordinatori scolastici che devono scontrarsi con l’approvazione o meno delle famiglie.
In molti altri Paesi della Comunità Europea è materia scolastica, come la matematica.
Quindi doppio vuoto informativo per i ragazzi; la famiglia, spesso impreparata o addirittura contraria che si parli di sesso, omosessualità e contraccezione ai propri figli, e la scuola, senza una normativa precisa a riguardo.
Un vuoto familiare e istituzionale che porta i ragazzi all’informazione “fai da te”, con  risultati negativi  che arrivano anche agli stupri e all’utilizzo della donna come oggetto sessuale.
Eppure i giovani fanno sesso, male, senza precauzioni, spesso in modo occasionale e slegato da ogni valenza affettiva, di scambio con l’altro.
Ma tutto questo sembra non interessare ai politici, a chi redige programmi scolastici e nemmeno ai genitori, che preferiscono non sapere, o illudersi che i propri figli”ancora certe cose non le facciano”. Come psicoterapeuta esperta in sessuologia, mi è capitato in una scuola superiore di Roma, dopo aver ottenuto a fatica il consenso da parte dei genitori, per tenere un corso di educazione affettivo-sessuale, di vedermi costretta a lasciare a metà arrivata all’informazione sull’uso corretto degli anticoncezionali e del preservativo.
Eppure i ragazzi, nonostante i temi trattati, ascoltavano con interesse, facevano domande pertinenti, cercavano disperatamente quelle informazioni che nessuno era in grado di fornire loro, nel vuoto assoluto pieno di tabù e pregiudizi che vive la sessualità nel nostro Paese.




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