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E' IN ATTO UN ATTACCO ALLA MAGISTRATURA ED AL PARLAMENTO?

Maison Antigone
Ieri sera la Casa Internazionale delle Donne di Roma, a via della Lungara 19, era così gremita da non contenerci tutte.
Fra noi degli infiltrati.
Tutte unite, in modo trasversale, contro una evidente deriva patriarcale e maschilista che, tramite il ddl 735 ed i suoi ddl “gemelli”, sembrerebbe voler annientare i diritti femminili e quelli dei bambini, lasciando entrambi alla mercé di violenti e soprattutto pedofili, nonché svilire i diritti di tutti gli altri uomini liberi.
L’evidenza è tratta dai contenuti stessi del ddl!
Si tratta di una  deriva politica che, per le modalità legislative  attuate ed i contenuti proposti nella riforma, chiaramente finirebbe per sovvertire NON SOLO l'autonomia decisionale lecita di ognuno/a, MA ANCHE i PROCESSI LEGISLATIVI E GIURISDIZIONALI che fanno ancora del nostro Paese una DEMOCRAZIA!
  1. Innanzitutto riformando, alla luce dei contenuti del ddl,  in modo radicale e violento, reazionario, una materia delicatissima, quella della famiglia, che è alla base del vivere sociale,  caratterizzandone dunque, per il suo tramite, ogni aspetto. E’ chiaro che si vorrebbe ritornare ad un sistema familiare e sociale fondato sulla patria potestà, sebbene non dichiarato esplicitamente,  sulla negazione dei diritti delle donne, o perlomeno di quelle fragili economicamente, ma soprattutto sulla negazione delle violenze familiari e sulla sottomissione delle vittime di violenza e pedofilia. Un sistema che, se attuato, nei fatti  impedirebbe la persecuzione e condanna giudiziaria di ogni violenza familiare.
  2. Tutto ciò avviene esautorando Magistratura e Parlamento!
La riforma proposta nel ddl Pillon – e nei suoi ddl gemelli - infatti intende PRIVATIZZARE la materia che ne è oggetto, ma al contempo CONTROLLARLA IN OGNI SUO DETTAGLIO, ledendo così l'autonomia decisionale lecita di ognuno/a e smantellando un sistema giudiziario che tutela i diritti fondamentali di persone e fanciulli.
Lo fa riconoscendo a Mediatori e coordinatori PRIVATI quei poteri e facoltà che oggi sono attribuibili solo ed esclusivamente alla Magistratura.
Si tratta per di più di una riforma che viene discussa e vorrebbe essere attuata CON UN COLPO DI MANO E SENZA PASSARE DALLA SUA SEDE NATURALE: IL PARLAMENTO.
POCHI SENATORI hanno sottoscritto il ddl e ne basteranno non molti per approvarlo...
Probabilmente saranno molte le UDIENZE che dalla Commissione Giustizia verranno CONCESSE alle Associazioni richiedenti:
  • in primis quelle Associazioni che questo ddl hanno sostenuto. Cioè  circa 60, come  hanno dichiarato i  firmatari ed autori  del cd. Ddl Pillon . Si tratta di associazioni e comitati  di cd "Padri Separati":  che tuttavia nonostante il nome generalizzante non rappresentano affatto TUTTI i padri separati nè i loro interessi. Si tratta infatti di associazioni costituite in realtà da poco più l'8,9% di tutti i padri separati: cioè per lo più da quei padri che hanno visto negarsi giudizialmente l'affido condiviso dei figli (v. Istat 2016 p. 1ss) e ciò ovviamente per gravi motivi, che  omettono di riferire. Associazioni  che strizzano l'occhio agli altri padri, quel 90% dei padri separati restanti  mai raggiunti da alcun provvedimento giudiziale restrittivo, il cui sostegno cercano di attrarre allettandoli con l'idea di poter evitare di continuare a pagare un assegno per il contributo al mantenimento dei figli, solleticandone gli egoismi, l’avidità, le esigenze narcisistiche o anche solo gli interessi di parte.
  • Saranno senz’altro audite anche le Associazioni di Padri Separati che fanno finta di criticare il ddl ritenendolo “poco incisivo”: quelle ad esempio legate agli autori della legge 54/2006. Avendo anche queste  già da mesi pronti emendamenti peggiorativi!
  • Le altre Associazioni, quelle che denunciano la pericolosità di questo ddl, saranno considerate ed ascoltate? FORSE SI… MA FORSE SOLO per mettere a tacere le ovvie critiche che ne seguirebbero, se ciò non fosse fatto.     
Tuttavia  concedere udienza NON SIGNIFICA automaticamente dare ascolto!
Né significa attuare le critiche espresse con emendamenti puntuali!
Oggi la Società DEVE intervenire.



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