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BASTA ALLA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE NELLE FORZE ARMATE|

Maison Antigone
Pubblicato da in PETIZIONI ·
Tags: ForzeArmateBandiDiConcorso
Chiediamo l'annullamento dei concorsi militari - interni ed  esterni - in corso per incostituzionalità dei relativi bandi che  considerano lo stato di gravidanza delle concorrenti motivo di  inidoneità ed esclusione.
Solo venti anni fa circa, e dopo una fermissima resistenza durata decenni,  le Forze Armate italiane finalmente si trovavano costrette ad aprirsi alla possibilità che anche le donne potessero essere assunte tra i loro  ranghi, mentre in molti altri Paesi stranieri ciò avveniva pacificamente  già da molti decenni innanzi: tutto ciò  denunciava  il sessismo di cui la nostra cultura nazionale era profondamente  caratterizzata.
Nonostante i venti anni trascorsi e una nuova generazione sia nel  frattempo nata e cresciuta, ancor oggi il Ministero della Difesa  dimostra una strisciante misoginia che, a guardar bene, codesta   amministrazione palesa in modo grave ed evidente fin dalle sue fasi  iniziali di reclutamento!
Leggendo i bandi di tutti i  concorsi militari delle nostre  Forze Armate italiane ( Carabinieri, Aeronautica, Esercito e Marina)  risulta infatti evidente come  la selezione del personale venga ancor  oggi effettuata con una chiara scelta di voler privilegiare e favorire i  concorrenti maschi: ad esempio  individuando nella gravidanza eventuale  delle concorrenti femminili un motivo di inidoneità e, dunque, di  esclusione dal Concorso!
Così anche quest’anno  il bando pubblicato il 10 gennaio 2018 sulla  Gazzetta Ufficiale, per l’accesso di Allievi Ufficiali alla prima classe  dei corsi normali delle Accademie Militari dell’Esercito,  dell’Aeronautica, della Marina e dei Carabinieri per l’Anno Accademico  2018-2019, all’art.10 comma 4  stabilisce che la gravidanza costituisca  un “temporaneo impedimento” che, qualora “non superato” entro i termini  fissati dalla commissione, divenga  ipso facto motivo di esclusione!
Stesso incostituzionale principio viene confermato nel più recente  bando di concorso interno pubblicato il 4 aprile 2018, per l’ammissione  al 1° corso superiore di qualificazione, della durata non inferiore a  sei mesi (2018–2019), di 100 allievi marescialli dell’Arma dei  Carabinieri riservato agli appartenenti ai ruoli iniziali.
Eppure molte sono state le sentenze dei TAR che, negli ultimi  anni, si sono succedute dichiarando la incostituzionalità di tali  articoli inseriti nei bandi ed  invalidando così i decreti di  esclusione illegittimamente emessi dalle commissioni in conseguenza di  quelli, ricordando  alle amministrazioni statali convenute il loro  dovere di salvaguardare il principio di uguaglianza.
Nonostante tali sentenze, il Ministero dell’Interno  sembrerebbe ancora intento ad impedire alle ragazze che si trovino  in  stato di gravidanza di partecipare alla procedura concorsuale, con  conseguente discriminazione rispetto agli uomini ed alle donne che non  lo siano.
Siamo chiaramente di fronte ad una violazione della Costituzione e delle direttive dell’Unione Europea, secondo le quali la gravidanza non può essere causa di esclusione. La gravidanza infatti non è una malattia.
I tribunali Amministrativi  hanno  chiaramente  spiegato che la  gravidanza non possa essere considerata una causa di “inidoneità  psico-fisica della donna” al suo eventuale reclutamento.
In altri termini  la gravidanza esonera l’interessata dal sottoporsi TEMPORANEAMENTE all’accertamento, ma non può essere considerato di per sé come una causa di inidoneità, perché ciò sarebbe  illegittimo.
Perché allora i bandi di concorso continuano a riportare una formula già più volte cassata come incostituzionale dai Tar?
Eppure la nostra Costituzione (articoli 3 e 51) prescrive chiaramente  e senza ombra di dubbio che sia garantita l’uguaglianza fra i sessi  anche nelle procedure di accesso agli uffici pubblici.
L’Amministrazione Statale dunque,  nello stabilire le modalità del  Concorso, DEVE assicurare il rispetto di questo principio, ponendo in  essere tutti gli atti necessari per la sua realizzazione.
La clausola concorsuale che viceversa il Ministero dell’Interno  continua ad ostinarsi a voler inserire in tutti i propri bandi, ancor  oggi e nonostante le sentenze di condanna dei TAR italiani, deve  considerarsi illegittima per violazione dei principi costituzionali e  legislativi posti a tutela della maternità e delle pari opportunità.
NOI VOGLIAMO DIRE BASTA ALLA DISCRIMINAZIONE DELLE DONNE NELLE FFAA ITALIANE!



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