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25 APRILE GIORNO DELLA LIBERAZIONE ITALIANA DALLA DITTATURA

Maison Antigone
Giornata del sostegno alla “Pseudhotheory” detta Alienazione Parentale e dell’Orgoglio Pedofilo
Certo, fa un effetto po’ strano scoprire che il 25 aprile, il Giorno della Liberazione italiana, corrisponda casualmente anche alla Giornata prescelta dai simpatizzanti della pedofilia di tutto il mondo nonché dai sostenitori della Parental Alienation, per celebrare ciò in cui essi credono e che difendono: l’orgoglio pedofilo i primi ed i secondi la teoria detta Parental Alienation che purtroppo, nelle sue conseguenze e nelle sue premesse gardneriane mai realmente tradite, inevitabilmente finisce anch’essa per tutelare l’orgoglio pedofilo, quando incestuoso!
Il Child Love Day, ridefinito anche “international boyloveday" se si tratta di pedofili che preferiscono i bambini o “Alice Day”, se prediligono le bambine, ricade in questa stessa Giornata dedicata all’Orgoglio Pedofilo. Fu infatti il 25 aprile dell’anno 1856 quando la piccola Alice Liddell divenne l'ispiratrice del personaggio principale di "Alice nel paese delle Meraviglie". Del resto lo scrittore di questa fiaba, Lewis Carroll con pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, lasciò che la comunità pedofila internazionale eleggesse proprio Alice nel Paese delle Meraviglie nel loro immaginario collettivo e "culturale". Lo stesso Dodgson sarebbe stato un pedofilo. Cosi come *Lindsay* *Ashford*, il fotografo pedo-necrofilo del sito Puellula, il blog antesignano di tutti i siti del BLD/GLD/CLD.
Anche il Nambla, North American Men/Boy Love Association, ha scelto il 25 aprile di ogni anno per il pride dei pedofili eterosessuali: “La giornata dell'orgoglio pedofilo” o „il giorno della cd predisposizione”. Il NAMBLA è nato nel Nord America ma ha sostenitori anche in Europa, specie in Belgio nel movimento “Martijn“. Movimenti che vorrebbero legalizzare il sesso degli adulti con i minori, depenalizzando i reati di pedofilia, con l’abolizione dei limiti di età in materia di rapporti sessuali (vedi articoli su Il Fatto Quotidiano di Francesco De Palo e su Today.
Ma se il NAMBLA non è riuscito nell’intento, viceversa nei fatti e grazie alla strategia processuale detta Parental Alienation si riesce non raramente a banalizzare le denunce di abusi sui figli minori delle “protective mothers” nonché persino a mantenere la relazione tra i presunti padri pedofili, sebbene rinviati a Giudizio e sempre più spesso persino condannati, e le loro piccole vittime, senza neppure ricorrere ad una legalizzazione formale della pedofilia!
Riguardo la Parental Alienation, l’idea di organizzare tale giornata il cui nome originale è Parental Alienation Awareness Day, sarebbe stata di una donna canadese, Sarvy Emo, che inizialmente la fissò al 25 marzo, festeggiandola a quanto pare per la prima volta nel 2005. Dall’anno successivo divenne tuttavia il 25 aprile.
Scorrendo vari siti web si scopre che ad oggi sarebbero non rari gli Stati che avrebbero accolto le pressanti richieste dei i sostenitori della Parental Alienation proclamando ufficialmente il 25 Aprile come Parental Alienation Awarness Day. Tra questi vi sarebbero: Austria, Australia, Belgio, Bermuda, Brasile, Repubblica Ceca, Germania, Olanda, Irlanda, Italia, Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Singapore, Sud Africa, Svezia, Regno Unito e vari Stati degli USA.
L’elenco degli Stati che avrebbero riconosciuto questa Giornata è consultabile in vari blog dedicati alla teoria PA, tra cui il blog www.alienazionegenitoriale.com.
Su cosa sia la Parental Alienation vogliamo indicare la definizione datane da Mariangela Campus, Presidente di Flage in un recente articolo pubblicato proprio in previsione di questo 25 aprile 2020.
Si veda altresi l’articolo pubblicato dal blog www.giovaniadestra.it nonché il blog della storica Associazione Adiantum ma soprattutto il sito del PAStudy Group.
Chi tuttavia segue l’Associazione “Maison Antigone” già conosce la nostra posizione, derivata dallo studio di centinaia di casi processuali, non solo italiani, e dalla lettura e confronto di centinaia di studi accademici e scientifici internazionali di Professori Universitari Psichiatri, Sociologi, condotti da stimati Centri Universitari, serie Associazioni ed Organismi istituzionali esperti di violenza domestica su donne e minori, come l’APA, il The Leadership Council on Child Abuse & Interpersonal Violence, l’APSAC ecc.: per i quali la suddetta teoria è una "unsophisticated, pseudoscientific theory" (cosi definita dal The Leadership Council on Child Abuse & Interpersonal Violence ) una “junk science at its worst” (Psichiatra Prof. P. Fink, capo del Board incaricato di elaborare il DSM III, ex presidente APA e del The Leadership Council on Child Abuse & Interpersonal Violence ) "Il peggior cumulo di spazzatura antiscientifica mai visto"  (John Robert Conte, docente e ricercatore in discipline sociologiche all’Università di Washington), una Teoria "discredited… scientific invalidity... have no grounding in reality" (National Council of Juvenile and Family Court Judges. NCJFC) "mancante di basi scientifiche" (Bruch C. S) un castello in aria "è pericolosa" "non deve essere utilizzata dagli psicologi né in ambito clinico né giudiziario" (Associazione Spagnola di Neuropsichiatria (2010) "the PAS construct fails to meet scientific standards and should not be admissible in courts.” (Journal of Child Custody). Insomma una “pseudo teoria” senza alcun fondamento scientifico ed alcuna corrispondenza reale ed empirica, secondo la quale la grande maggioranza delle denunce delle madri e dei minori riguardanti abusi sessuali (in genere paterni) sarebbero false e strumentali, frutto di menti femminili “isteriche” e finalizzate solo ad allontanare la figura genitoriale paterna.
Più che una teoria, oggi dopo l’ennesima bocciatura ricevuta dall’OMS con la non ammissione della Parental Alienation nell’ICD 11, essa appare per quello che essa, nonostante vari cambi di definizione, nonostante tutto ancora appare: un’abilissima ed efficace strategia processuale che, facendo presa sui consapevoli ed inconsapevoli pregiudizi millenari di cui siamo intrisi, risulta atta a smontare le accuse di abusi sessuali soprattutto paterne, ma anche accuse di violenze domestiche e lesioni su minori, nei tribunali penali e civili dove si decide dell’affido dei minori medesimi conseguentemente la separazione genitoriale. Affermazioni non nostre, ma di centinaia di eminenti studiosi e accademici internazionali.
Non è un caso che la Parental Alienation nasca nel 1985 dalla mente di un medico aperto sostenitore della “utilità “ della pedofilia incestuosa, il quale vantando una specializzazione in psichiatria infantile che in realtà mai sarebbe stata verificata (v. in Vaccaro S., Barea Payueta C.: El pretendido Síndrome de Alienación Parental - un instrumento que perpetúa el maltrato y la violencia. Desclée de Brower, Bilbao, Spagna, 2009) ed addirittura millantando di essere un Professore della Columbia University - ma venendo smentito platealmente dalla medesima Ivy League (v. articolo su The New York Times) - per mestiere svolgeva l’attività di testimone esperto nei processi penali e civili di affidamento dei minori, testimoniando appunto in difesa di uomini accusati dai loro figli di abusi sessuali. Bastò che Gardner, con il solo supporto di propri scritti auto-pubblicati presentati come documenti scientifici, parlasse nei tribunali di “Sindrome della Alienazione Parentale” che le accuse espresse dai bambini contro i loro padri fossero considerate solo il frutto malevolo di una “isterica” o “malevola” manipolazione materna e, senza alcun prova di tale manipolazione, desunta semplicemente dalla presunta patologia diagnosticata da un “esperto” apparentemente affidabile, che le accuse e le prove medesime della violenza venissero ignorate, l’accusato prosciolto e proprio a questi affidati in via esclusiva i minori, strappati dalle loro madri protettive.
 Innumerevoli i bambini nel mondo che, in conseguenza ed a causa della applicazione di questa “pseudoteoria”, sono rimasti per decisione dei tribunali vittime indifese nella mani di padri abusanti, violenti, rimanendo persino uccisi o suicidatisi al fine di sfuggire alle quotidiane violenze. Tanto da meritare l’appellativo di “autentic american monster”( v. articolo su Independent).
Nella Giornata di Oggi l’Italia, non tutta, canterà l’inno della Liberazione per eccellenza, Bella Ciao. Un Inno ormai da anni adottato internazionalmente per tutto le lotte sociali a difesa dei diritti umani ed ambientali.
Speriamo vivamente che la causale coincidenza di date sia provvidenzialmente significativa di una prossima e definitiva sconfitta tanto dei movimenti pro pedofili sia della strategia processuale nata per difenderne l’abietto operato.



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