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IL PROTOCOLLO EVA DELLA POLIZIA DI STATO CONTRO IL FEMMINICIDIO LA VIOLENZA SULLA DONNE

Maison Antigone
La Polizia di Stato italiana dal gennaio 2017 ha adottato il Protocollo E.V.A.(Esame delle Violenze Agite), per combattere preventivamente la violenza familiare sulle donne, adottando uno slogan significativo “Se questo è amore”.
Nel giorno di presentazione del Protocollo, avvenuta il 6 marzo 2017, è stato proiettato  un video  sconvolgente, prodotto dalla Polizia di Stato. In  sottofondo audio sono state trasmesse registrazioni di chiamate d’emergenza in arrivo alle centrali di Polizia  da parte di donne disperate, vittime di  violenza. Tra le voci si sentono anche quelli di bambini, che gridano in sottofondo o essi stessi chiamano la Polizia per salvare la madre.
Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca, infatti, sul campo della prevenzione.
Il Protocollo, il terzo nella storia della Polizia di Stato, ha fissato delle linee guida e best practice per la gestione degli eventi legati alla violenza domestica, da parte delle forze sul campo e degli agenti in Sala Operativa, che a distanza coordinano e gestiscono tutti gli interventi.
Il Protocollo, adottato da tutte le Questure italiane, comporta  una standardizzazione degli interventi per tutte le Province e interforze, prevede la compilazione di una check-list e la creazione di  una banca dati sulle aggressioni negli specifici domicili, per permettere agli agenti della Polizia di Stato di conoscere in tempo reale la storia della famiglia attenzionata e cosi sapere  se in passato vi siano stati altri episodi di violenza.
In tal modo è ora possibile  tenere sotto controllo le situazioni familiari più a rischio,  anche in assenza di formale denuncia.
Nel gennaio 2017 sono stati attivati 290 moduli di Protocollo E.V.A. di cui 252 con l’uomo nelle vesti dell’aggressore. Nel 65% dei casi attivati l'aggressore era italiano, nei restanti casi erano  stranieri. L’età media dell’aggressore risultava  di 39 anni, 38 per la vittima. L’11% di questi moduli si è chiuso con un provvedimento pre-cautelare.
Vedi ed ascolta il video al seguente link



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